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Cose che abbiamo imparato in questi mesi di didattica a distanza e che possono tornare utili alla scuola di domani, digitale e non.

Questo è un lavoro aperto. Fatto per essere arricchito, ampliato e messo in discussione. Se hai suggerimenti o vuoi raccontare la tua esperienza sulla Didattica a Distanza non esitare a contattarci.

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Bella Presenza c/o Dedalus coop. soc.
081 293390 int. 301
bellapresenza@coopdedalus.org

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La Didattica a Distanza (DAD)

è entrata a tutti gli effetti a far parte della vita delle comunità scolastiche.

Seppur non incarna la nostra idea di scuola abbiamo cercato di capire come farla nel migliore dei modi.

Questo progetto nasce con lo scopo di:

” Niente può sostituire la presenza”

Andrea, operatore sociale

Raccogliere le storie

Abbiamo avviato questo progetto con lo scopo di raccogliere le esperienze positive e le sperimentazioni che hanno preso vita nelle aule virtuali in questi lunghi mesi di Didattica a Distanza, rifletterci insieme e cercare di ricavare indicazioni utili da condivide con gli altri.

Lo scopo di questo approccio è:

1

Rafforzare la progettualità in corso attraverso la condivisione di strumenti e scambi di pratiche. Dando spazio a racconti fatti in prima persona, alle esperienze vissute per evidenziare i limiti e trovare strade capaci di superarli.

2

Proporre soluzioni concrete, sperimentate e di cui è possibile misurare già gli esiti. Le proposte contenute in questo manuale derivano da esperienze reali e non da ipotesi o approcci teorici.

Il risultato è un lavoro molto leggero, con indicazioni di facile utilizzo per affrontare dei problemi che potrebbero sembrare futili ma che possono fare la differenza.

“la prof. parla e noi possiamo solo fare le domande, senza interagire davvero”

Remal, studentessa

Dare voce ai protagonisti

Molto importante è stato il coinvolgimento diretto dei protagonisti della Didattica a Distanza a partire dagli studenti, dai docenti e dagli operatori degli ETS che aderiscono al progetto. Lo scopo è partire dai bisogni reali e concreti del mondo della scuola.

Quando si introducono elementi di innovazione in un settore così complesso è indispensabile:

non imporre soluzioni e metodi predefiniti e calati dall’alto, è necessario ascoltare i bisogni e dare spazio alle idee e alle voci dei protagonisti del contesto in cui si va a lavorare.

Occorre riflettere su cosa e chi consideriamo parte del problema o della soluzione

la partecipazione degli utenti può essere un approccio progettuale in grado non solo di ascoltare i bisogni ma di individuare soluzioni efficaci per la soluzione di problemi condivisi.

“la lezione frontale non andava più bene nemmeno in presenza

Raffaela, Docente

Sperimentare nuove strade

lo sguardo che adotta questo lavoro è di introdurre elementi di innovazione.

Questo non per escludere ciò che funziona bene, ma per potenziarlo cercando di migliorare quello che ancora non va come dovrebbe.

Innovare è importante ma non si può stravolgere del tutto il lavoro che migliaia di persone fanno quotidianamente.

il tentativo è anche quello di:

accompagnare la scuola verso la transizione digitale.

Per molti anni, c’è stata poca attenzione alle nuove tecnologie, questo atteggiamento ha penalizzato fortemente la didattica in questo momento.