Il metodo

Come abbiamo realizzato questo lavoro

Incontri laboratoriali con i protagonisti della scuola.

Ad ogni incontro si è affrontato un tema e si è sperimentato uno strumento diverso di interazione. Apprendendo i limiti e i benefici di ciascuno.

“Ci manca molto lavorare insieme, come fare teatro”

Raffaela, docente

Il metodo della ricerca-azione

“…un modo di concepire la ricerca che si pone l’obiettivo non tanto di approfondire determinate conoscenze teoriche, ma di analizzare una pratica relativa ad un campo di esperienza da parte di un attore sociale con lo scopo di introdurre, nella pratica stessa, dei cambiamenti migliorativi

L’indagine e il cambiamento sono fasi simultanee, piuttosto che separate:

1

“Le persone non sono oggetti, ma attori sociali, che agiscono nella vita quotidiana sulla base delle loro esperienze e delle loro strutture di senso. Per questo essi vengono considerati non come oggetti della ricerca, ma come co-ricercatori, che esaminano le loro esperienze e partecipano all’interpretazione dei possibili sentieri di sviluppo”

2

Abbiamo voluto metterci in un contesto di apprendimento, in cui gli strumenti e il metodo utilizzato sono parte del contenuto dell’indagine.
Solo così potevamo evitare di avere un approccio esogeno.

La ricerca è condotta con le persone, piuttosto che su le persone.

La scuola infatti, non è solo programmi e apprendimento.

La scuola è soprattutto relazioni.

Metterci in questa prospettiva è servito per indagare il carattere emotivo del cambiamento. Provare, sulla nostra pelle, la frustrazione e la delusione di quello che non funziona e l’entusiasmo e l’emozione delle scoperte.

“Ormai mi sono abituata ad entrare nella
video-lezione. Io ci so stare su internet!”

Chiara, studentessa

I partecipanti

Il risultato del laboratorio, in particolar modo con l’approccio che si è messo in campo, dipendeva molto dalla sua composizione per questo abbiamo voluto coinvolgere tre categorie di utenti.

Studenti

Veri protagonisti della scuola, destinatari della DAD, sono quelli che più di tutti stanno pagando i problemi legati a questo strumento. Il loro contributo è fondamentale per introdurre elementi di innovazione. Appartengono alla cosiddetta generazione Z, sono i primi ad essere nati con le tecnologie digitali che utilizzano con naturalezza ma in modi e con scopi diversi.

Docenti

Coloro che devono organizzare la didattica a distanza e che hanno visto da un giorno all’altro aumentare notevolmente un carico di lavoro già non esiguo. Una categoria molto variegata, sia per conoscenze (insegnanti di materie scientifiche e umanistiche…) che per generazione (tendenzialmente dai 25 ai 67 anni) così come variegato è il rapporto con le tecnologie digitali.

Operatori ETS

Collaborano quotidianamente alla vita della comunità scolastica, hanno dato un contributo fondamentale nel periodo emergenziale soprattutto per facilitare tutto quello che avviene fuori dall’aula. Sono i soggetti più flessibili, con più capacità di adattamento, legata alla mutevolezza del proprio lavoro. Non sono insoliti ai cambiamenti repentini, soprattutto quelli negativi.

Fabio Landolfo, operatore ETS

Anna Cozzolino, docente

Antonella Bizzarro, operatrice ETS

Gerardo Nasti, docente

Elizabeth Chkhikvadze, studentessa

Graziella Portia, operatrice ETS

Chiara Di Maio, studentessa

Rafaela Pastore, docente

Nunzia Di Maria, operatrice ETS

Benedetta Rita Grossi, Studentessa

Roberta Ferraro, operatrice ETS

Sayuri Elena Calero Rodriguez, studentessa

Rossella Daniele, operatrice ETS 

Ibrahima Diallo, studente

Rosy Rox, operatrice ETS e artista

Ismahan Hassen, operatrice ETS

Giulia Tarabbo, operatrice ETS

Sofia Volpe, studentessa

Ada Boffa, operatrice ETS

Remal Manzoor, studente

“Non esiste un protocollo
per la DAD. Io mi reinvento continuamente… “

Gerardo, docente

Incontri

Primo Workshop

10.11.20

La percezione della DAD. Quali sono i disagi principali? Quali i vantaggi?

Si è dato spazio al racconto dell’esperienza della DAD dai diversi punti di vista dei partecipanti, dando particolare attenzione ai cambiamenti delle abitudini relative alla propria giornata scolastica.

Secondo Workshop

17.11.20

Sperimentiamo la lavagna digitale. Suddivisione in 3 gruppi e lavoro di co-progettazione su piattaforma per esplorare, attraverso una mappa concettuale modificabile da tutti, gli strumenti digitali a disposizione e la loro potenziale efficacia a seconda delle specifiche esigenze delle materie di insegnamento.

Terzo Workshop

24.11.20

Parola agli studenti! Una volta familiarizzato con l’uso della piattaforma per il lavoro condiviso, a partire dalla mappa concettuale partecipata sono state fatte emergere le proposte degli studenti su come rendere la DAD più coinvolgente, invitandoli a immaginare soluzioni innovative alle questioni rimaste irrisolte.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: